Ritengo sia opportuno aprire un dibattito e articolare un regolamento riguardo l'uso di prove DNA al più presto.
Tutti noi lasciamo tracce di DNA in quantità durante l'arco di ogni giorno. In Inghilterra criminali smaliziati raccolgono sigarette fumate in luoghi pubblici per poi depositarli nei luoghi del loro crimine per sviare gli investigatori. Oggi scopriamo che le autorità giudiziarie di Pavia sulla base di "Tracce ematiche non visibili né a occhio nudo né con il luminol che sono state repertate quasi per caso dagli investigatori." hanno deciso di incarcerare Alberto Stasi che finora si è dimostrato pienamente partecipe al lutto della sua innamorata e sempre disponibile alle interrogazioni della Polizia.
Qualsiasi persona che alla sua insaputa abbia calpestato o meramente sfiorato una delle innumerevoli impronte di scarpa lasciate da uno qualsiasi delle molte persone che hanno legittimamente, per ragioni investigative ed affettive, calpestato il sangue della vittima per poi passare dalla porta, il giardino, la strada, un bar, una machina o stazione della Polizia, dovrebbe a rigor di questa logica semplicistica essere o indiziato o colpevole.
Che una di queste micro tracce sia passato sotto la scarpa di qualcuno che poi abbia usato la bicicletta in questione non è certamente una prova semmai una discolpa. Se il Sig. Stassi avesse usato la bici dopo aver sguazzato nel sangue prima di cambiarsi le scarpe le tracce sarebbero ben più consistenti.
La faciloneria con la quale si comincia a far uso della supposta taumaturgica potenza delle cosi-dette "prove" DNA stanno sconvolgendo il secolare onere di provare, oltre ogni ragionevole dubbio, la colpevolezza di un sospettato. Adesso un qualsiasi schizzo lasciato, chi sa quando, da uno starnuto ci obbliga tutti a dover provare la nostra innocenza di fronte ad un apparato investigativo che ha il totale controllo dei mezzi forensici.
Con il dovuto rispetto al duro lavoro delle oberate forze della giustizia suggerirei di stare molto ma molto attenti: stiamo calpestando un terreno minato che ha grave conseguenze per tutti noi.
sabato 27 ottobre 2007
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